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Vanni Spinelli
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viaggi avventura   
25 febbraio 2009 @ 22:00
Contributo di: Admin

Viaggi avventura:
Traversata Hielo Continental in Patagonia

Trekking in Sardegna " Selvaggio Blu"



PATAGONIA

La Patagonia offre infinite possibilità di trekking sia per escursionisti esperti che per viaggiatori alle prime esperienze con scarponcini e zaino.
Il trekking ci permette meglio di qualsiasi altro modo di allontanarci passo dopo passo dalla nostra frenesia, dal nostro correre stressato per entrare piano piano nella Patagonia, un mondo che sta alla fine del mondo.
Nella zona del Parque Nacional Los Glaciares al cui interno troviamo montagne belle e ricche di storia alpinistica, con base presso gli alberghi e ostelli del villaggio El Chalten si possono effettuare semplici escursioni su sentieri ben tracciati con meta il campo base del Cerro Torre, Fitz Roy, lago Eletrico, lago del Deserto.
Le escursioni non presentano tratti pericolosi o esposti e in genere i sentieri sono ben tracciati.
Gli itinerari ci portano con camminate di 3/6 ore alla base delle montagne. Per le gite in giornata con partenza e rientro al El Chalten è sufficiente avere uno zainetto con un po' di viveri e da bere, una buona giacca in gore-tex, cappello, guanti, un maglione in pile, maglietta di ricambio, bastoncini da sci, scarponcini da trekking, macchina foto.
I più esperti possono in più giorni effettuare un trekking itinerante con risvolti alpinistici che collega il campo base del Cerro Torre alla Piedra del Fraile passando per il Fitz Roy oppure effettuare una grande, fantastica e selvaggia traversata dello Hielo Continental per 150 chilometri.
Una escursione sul ghiacciaio dello Hielo Continental o sui ghiacciai sotto il Cerro Torre è sicuramente una emozione che segna la storia della propria vita.
E' qui necessario portarsi una tenda, essere autosufficienti con i viveri, caricarsi di sacco a pelo e materassino, fornellino e pentolame, attrezzatura alpinistica. Lungo i percorsi non ci sono rifugi attrezzati salvo che alla Piedra del Fraile dove è possibile accamparsi presso un simpatico rifugio ben gestito da ragazzi locali e dove si può trovare da mangiare, bere e anche acqua calda per la doccia!

Per poter vivere un'avventura ancor più intensa sono possibili innumerevoli percorsi che esulano dagli itinerari classici e che percorrono le valli meno conosciute e più selvagge. E' qui necessario avere una buona esperienza escursionistica, saper leggere una carta topografica e sapersi orientare sul territorio non sempre di facile interpretazione. I guadi dei fiumi in questo caso possono rappresentare un problema. Uno spezzone di corda di trenta metri e un imbrago possono essere
di aiuto e di sicurezza nell'attraversamento dei fiumi e torrenti sempre gelidi e impetuosi.
Periodo ideale per i trekking sono i mesi che vanno da ottobre a febbraio; a dicembre inizia l'alta stagione e i prezzi aumentano considerevolmente.


Bibliografia sui trekking -
* PATAGONIA di Gino Buscaini e Silvia Metzeltin nella nuova edizione Ed. dall'Oglio -
* Trekking in the Patagonian Andes di Clem Lindenmayer Ed.Lonely Planet - in inglese -
* Trekking en Chalten & lago del Deserto di Miguel A. Alonso Ed.Zagier & Urruty Publication - in inglese e spagnolo -
* Cartina Monte Fitz Roy e Cerro Torre 1:50000 Ed.Zagier & Urruty Publication
* Ande Patagoniche di Alberto M. De Agostini nella nuova ristampa di Vivalda Editori


Patagonia

La proposta è di vivere una grande avventura in Patagonia attraversando sci ai piedi lo Hielo Continental per circa 150 chilometri.
Raggiunto il villaggio di El Chalten con i mezzi si prosegue per la Piedra del Fraile che si raggiunge in circa 3 ore di cammino con il materiale trasportato dai cavalli.
Alla Piedra del Fraile c'è un piccolo rifugio, ultime comodità prima di avventurarci verso Passo Marconi, porta di ingresso della maestosità infinita, selvaggia, solitaria dello Hielo Continental.
In alcuni giorni trascinandoci le pulke, indirizzeremo i nostri sci verso il Lago Argentino passando sotto montagne famose come il Cerro Torre e il Fitz Roy che vedremo con prospettive non certo comuni.
Se il tempo lo permetterà riusciremo anche a salire qualche bella montagna sci ai piedi durante la traversata.
Il senso di solitudine e di avventura è molto grande.
Raggiunta l'Estancia Cristina, con in battello sul Lago Argentino rientreremo a Calafate.

Per partecipare al programma Hielo Continental è necessaria una buona preparazione scialpinistica, buon allenamento di fondo, autonomia nella vita da campo in condizioni difficili ( montaggio tenda, cucina, etc).


TREKKING HIELO CONTINENTAL

1° giorno - Milano - Buenos Aires

2° " - Buenos Aires - Rio Gallegos - Calafate

3° " - Calafate - El Chalten

4° " - El Chalten - Campo base Cerro Torre - El Chalten

5° " - El Chalten - Campo base Fitz Roy - El Chalten

6° " - El Chalten - Pietra del Fraile

7° " - Pietra del Fraile - Passo Marconi - Pietra del Fraile

8°/16°" - Pietra del Fraile - Passo Marconi - Estancia Cristina

17° " - Estancia Cristina - Battello su Calafate

18° " - Calafate - Perito Moreno - Calafate

19° " - Calafate - Rio Gallegos - Buonos Aires

20° " - Buenos Aires - Milano


Periodo : ottobre - novembre
Costo da definire.



TREKKING SELVAGGIO BLU

Perché Selvaggio BLU...

Considerato il trekking più impegnativo in Italia, “selvaggio blu” si svolge in uno dei più bei tratti del litorale Italiano con suggestivi panorami.
Sospeso tra il più limpido mare del bacino Mediterraneo ed alte pareti rocciose, offre un insieme di paesaggi e situazioni introvabili in altri luoghi e per questo è considerato un toccasana per lo spirito.
E’ un trekking durante il quale si apprezza un ambiente isolato dove raramente si incontrano altre persone e dove non vi sono strade, case o altro che richiami la presenza umana che non siano testimonianze antiche della vita dei pastori di capre e dei carbonai che qui svolsero la loro dura attività fino agli anni ‘60.
Insomma un’esperienza che va al di là del semplice camminare con lo zaino in spalla.

Itinerario...
Il "Selvaggio blu" si svolge in direzione sud-nord con partenza da Pedra Longa, a breve distanza da Arbatax sulla costa orientale della Sardegna, ed arrivo a Cala Sisine dopo tre pernottamenti intermedi in sacco a pelo e tenda.
L'itinerario è suddiviso in quattro tappe e deve essere affrontato con una buona preparazione fisica per superare qualche tratto esposto o di facile arrampicata, nonché qualche calata in corda doppia.
I dislivelli non sono eccessivi, ma l'asperità del terreno e le difficoltà d’orientamento fanno si che le tappe non siano mai brevi. E’ una attraversata senza punti d’appoggio dove è necessaria la completa autonomia. Infatti verranno predisposti depositi di cibo e acqua via mare lungo il percorso.
Al trekking possono partecipare escursionisti allenati e abituati a camminare anche su terreni impervi. Si tratta in ogni caso di un percorso impegnativo che presenta difficoltà alpinistiche superabili con l’ausilio di una guida alpina la cui preparazione tecnica-ambientale- naturale rende questo trekking fattibile in completa sicurezza.
Programma Giornaliero (Le ore di cammino indicative sono quelle effettive e quindi non includono le soste. L’itinerario si può prestare a varianti che la guida alpina potrà scegliere in relazione alle condizioni meteo, alla stagione, ai partecipanti con possibilità di vie di fuga in caso di bisogno, il tutto senza nulla togliere alla bellezza dell’ itinerario stesso).
1° Giorno: Ritrovo in tardo pomeriggio a Cala Gonone. Incontro con i partecipanti, descrizione del trek, suggerimenti della guida e verifica equipaggiamento. Notte in hotel.

2° Giorno - 1^ tappa: Pedra Longa –Porto Quao (ca. 7 ore).
Colazione e Inizio del trekking. Partendo Pedralonga, dopo aver attraversato la Piana di Forrola, si risale la magnifica cengia che taglia la parete della Punta Giradili e ci porta sull’altopiano a circa quota 700 m. Aggirata la punta si segue lungamente l’orlo della scogliera camminando su lame di roccia caratteristiche; si transita sul filo delle alte pareti di Monte Ginnircu con vedute straordinarie sul golfo di Arbatax e le sue montagne. Si individua il bacu (vallone) con cui si scende fino a Porto Quao, bellissima insenatura sopra la quale si fa campo. In questa parte dell’ itinerario si familiarizza con le “Iscalas Fustes” ovvero intrecci di tronchi di ginepro sistemate come ponticelli per superare tratti dai pastori che li percorrevano con le greggi di capre. Portu Quau in baunese significa “porto nascosto”.

3° Giorno - 2^ tappa Portu Quao – Cala Goloritzé; (ca. 7 ore)
Si prosegue sull’altopiano a picco sul mare con non facile orientamento fino al Bacu Sonnuli nel quale si entra con uno spettacolare sentiero. Passando per Punta Iltiera si può ammirare uno dei più bei balconi di tutta la costa. Questo è il primo punto in cui si vede tutto il golfo di Orosei. Dopo un altro tratto sul filo delle scogliere si risale fino a Punta Salinas dove si scorge la guglia di Cala Goloritzè. Qui un ovile letteralmente incastonato in una grotta sospesa ci fa sorprendere per come la vita dei pastori di capre dovesse essere dura e quanto ingegno richiedesse vivere da queste parti. Una lunga discesa per ghiaie e mulattiere di carbonaie ci porta alla cala e alla sua stupefacente Aguglia. Pomeriggio in spiaggia e bivacco sotto un caratteristico masso.

4° Giorno - 3^ tappa: Cala Goloritzé – Cala Biriola ( ca.10 ore)
Da Cala Goloritzè si risale verso l’altopiano del Supramonte e da qui si continua a percorrere il sentiero con numerosi saliscendi. L’ambiente è affascinante e severo : è una delle tappe più impegnative dove in alcuni tratti il sentiero è percorribile usando tronchi di ginepro intagliati ed intrecciati dai pastori ad uso loro per superare barriere rocciose sia in salita che in discesa. Proseguendo si incontra un tratto in discesa che deve essere superato con due calate in corda doppia. Dopo questa bella esperienza si giunge a Cala Biriola dove si pernotta sulla spiaggia. Questa tappa si presta molto a vie di fuga in quanto durante il percorso si incontrano deviazioni che portano ad altri luoghi altrettanto caratteristici.

5 Giorno - 4^ tappa: Cala Biriola – Cala Sisine (ca 4 ore)
L’ultima tappa si sviluppa in vista del mare, anche se la sua presenza è sempre diverse centinaia di metri al di sotto del tracciato. Ci si mantiene in prevalenza nei pressi del filo di cresta da dove si può ammirare uno splendido panorama. Con l’ausilio di altre due calate per superare dei tratto in discesa e percorrendo un tratto che è privo di segnaletica si giunge ad un ultimo tratto in sottobosco da dove si raggiunge la magnifica Cala Sisine, punto terminale di questo meraviglioso "Selvaggio blu".
Da qui rientro in barca a Cala Gonne. Eventuale rientro in serata a Milano oppure pernottamento in albergo.
6°Giorno: colazione, giornata a disposizione, partenza.


Informazioni tecniche
iscrizioni : entro
PARTECIPANTI : da un minimo di 5 a un massimo di 9 persone
QUOTA INDIVIDUALE : circa 500 euro (da verificare) escluso viaggio da e per la Sardegna
LA QUOTA COMPRENDE :
2 notti di B/B in albergo tre stelle (prima e dopo il trekking), guida alpina, viveri durante il trekking, rifornimenti (viveri ed acqua) lungo il percorso effettuati via mare.




LA QUOTA NON COMPRENDE :
Viaggio individuale per e dalla Sardegna, cene e pranzi nei giorni prima e dopo il trekking, eventuali extra in albergo, assicurazioni facoltative e tutto quello che non è specificato nella voce precedente.

ATTREZZATURA INDIVIDUALE :
Zaino 40 lt - sacco a pelo medio leggero + materassino o stuoia - imbragatura, due moschettoni a ghiera, un discensore, un cordino in kevlar di 1,5 metri, un anello di fettuccia cucita di circa 2 metri, lampada frontale, scodella per cena e colazione, posate, borraccia- scarpe da trekking collaudate - sandali o ciabattine- 3 o 4 magliette possibilmente di colore chiaro - biancheria intima di ricambio- costume da bagno - robusti pantaloni lunghi da trekking in tela- calzoncini corti- felpa in cotone o pile- giaccavento leggera. Mantellina o poncio antipioggia - (utile anche come ricovero di emergenza in caso i pioggia notturna) - cappello, crema ed occhiali da sole, repellente per insetti- asciugamano- occorrente per toilette- piccolo pronto soccorso - a discrezione vostri altri effetti personali. (ricordando che più lo zaino è pesante e più faticosa è la camminata quindi si consiglia di non portare cose superflue oltre a quelle menzionate). L’attrezzatura tecnica tipo imbracatura e discensori può essere fornita dalla guida.



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